giovedì 22 maggio 2008

QUARTA DIMENSIONE


Con il termine quarta dimensione viene trattata una ipotetica dimensione spazio-temporale, che spiegherebbe i fenomeni paranormali, la quale si estende nello spazio e viene percepita come tempo. Questo non sarebbe altro che il modo in cui la nostra mente percepisce una quarta dimensione spaziale: ogni oggetto sarebbe la sezione tridimensionale di un corpo esteso nella quarta dimensione in modo enorme, di cui percepiamo solo la sezione che coincide con il presente. Le sezioni precedenti costituiscono invece il passato e quelle successive il futuro. Studiosi e Scienziati hanno proposto come spiegazione al manifestarsi di fenomeni paranormali, sia fisici che psichici, l'intervento di una quarta dimensione spaziale, nell'ambito della quale, appunto, si muoverebbe la dinamica dei fenomeni.

mercoledì 21 maggio 2008

ISLAM


Cosa significa Islam ? Letteralmente "sottomissione ad Allàh", la risposta a questa domanda si trova nelle parole del Corano. Infatti nel Corano si trovano gli insegnamenti di Dio - Allàh. Allàh insegna nel Corano: "In verità, la religione presso Allàh è l' Islàm". In un altro passo del Corano Allàh ammonisce: "E chi preferisce una religione diversa dall' Islàm, non se la vedrà accolta e nella vita futura egli sarà nel numero dei perdenti". Quindi, poiché Allàh è Verità, solamente l'Islàm , tra le diverse religioni praticate dagli uomini, è la vera religione divina. Nel Corano Allàh ordina: "Obbedite ad Allàh ed ubbidite all'Apostolo e a coloro che di voi detengono l'autorità islamica." Nel Corano Allàh avverte: "Chi ubbidisce all'Apostolo, obbedisce ad Allàh" "C'è per voi nell'Apostolo un modello esemplare." Con queste parole Allàh sottolinea una importantissima verità: gli insegnamenti, i precetti e gli esempi di vita dell'Apostolo (il Profeta Muhammad ) hanno valore di regola di condotta . L'Islàm è il Codice di vita, che si fonda sul Corano e sulla Sunna del Profeta. La parola Sunna significa "pratica di vita" e nella pratica di vita del Profeta ci sono esempi da imitare e modelli di comportamento da mettere in atto, per chi vuole vivere l'Islàm. Il nome di chi colui che possiede l'identità islamica è quello di muslim (musulmano). Musulmano è, quindi, solo ed esclusivamente colui che è "sottomesso ad Allàh, ha fede nel credo islamico e pratica l'Islàm con un codice di vita che si fonda su cinque regole essenziali :i pilastri." Commettono un grave errore tutti coloro che legano l'appartenenza all'Islàm a un'area geografica, a una nazionalità, a un passaporto, piuttosto che all'obbedienza ad Allàh, che ha il suo momento interiore nell'Imàn (il credo islamico) e il suo momento comportamentale nell' Islàm ( la pratica di vita che si fonda sul Corano e sulla Sunna).

martedì 20 maggio 2008

I PRIMI PRINCIPI


Abbiamo escluso la Filosofia da una gran parte del dominio che si supponeva appartenerle. Il dominio che rimane è quello occupato dalla scienza. La scienza tratta delle coesistenze e sequenze tra i fenomeni: essa li raggruppa da prima per formare generalizzazioni di un ordine semplice o basso, e si eleva a grado a grado a più alte e più estese generalizzazioni. Ma se è così, dove rimane un campo per la Filosofia? La risposta è questa: Filosofia può essere ancora propriamente il titolo da applicarsi alla conoscenza della più alta generalità. […] Le verità della filosofia hanno dunque con le più alte verità scientifiche la stessa relazione che ciascuna di queste ha con le verità scientifiche inferiori. Come ogni più ampia generalizzazione della Scienza comprende e consolida le più ristrette generalizzazioni del suo dominio; così le generalizzazioni della Filosofia comprendono e consolidano le più ampie generalizzazioni della Scienza. Perciò la conoscenza che costituisce la Filosofia è nel genere l’estremo opposto di quella che l’esperienza da prima accumula. (Herbert Spencer, "I primi princìpi")

lunedì 19 maggio 2008

LE PIRAMIDI


Le Piramidi sono uno dei grandi misteri dell'antico Egitto e il modo in cui furono costruite. Erodoto racconta che centinaia di migliaia di schiavi, soffrendo al sole, sotto i colpi di fruste, ridotti a bestie da soma, pagavano con la salute o con la vita il trasporto di enormi blocchi di pietra, immagine diffusa da un gran numero di manuali scolastici e persino di opere dalle pretese scientifiche. Ma altre fonti raccontano che le piramidi di Giza non sono l'opera di oppressi schiavi, ma di una schiera di architetti ingegnosi, di una civiltà all'apice tecnologico, capace di una straordinaria organizzazione del lavoro, dall'estrazione delle pietre sino al loro sollevamento, passando per il trasporto. Durante i mesi di inondazione, buona parte della popolazione stava in riposo. Allora, si reclutava molta manodopera per lavorare nei cantieri delle piramidi. Senza ruota e senza carrucole, sembra anche se queste tecniche erano conosciute, con trapani dalla punta di selce, mazze di diorite, accette, asce e scalpelli di rame, le squadre di artigiani, considerati come fari della loro società e remunerati di conseguenza, costruirono monumenti immensi di cui, tuttavia, nessun testo geroglifico sottolinea il carattere eccezionale. Sono state dette e scritte molte cose sulle Piramidi e la loro costruzione, ma anche sull'ingegno dell' Egiziani una in particolare narra che la prima dinastia non fosse altro che discendenti di Atlantide che portarono le loro conoscenze al popolo che li ospitò. Sara vero? Resta comunque sempre un mistero non propriamente risolto la loro costruzione. Come si può notare in alcune immagini provenienti dai satelliti un'altro dato importante da non sottovalutare è la disposizione delle piramidi che rispecchiano la costellazione di Orione in tutti i suoi dettagli, luogo nel quale gli egizi pensavano vivesse Osiride.