
La vita è mantenuta in movimento solo dal bisogno e dall’illusione.
«Noi ci illudiamo continuamente che l’oggetto voluto possa porre fine alla nostra volontà».
L’illusione è strumento intrinseco della volontà sofisticata con cui essa è in grado di rinnovarsi all’infinito.
La volontà elegge un oggetto a proprio fine e se ne fa motivare sperando che la soddisfi. Gli oggetti sperati impegnano la volontà a concentrarsi solo su di essi, ed essa si fissa in modo maniacale. L’uomo arriva a credere che tutta la felicità dipenda dall’avere un dato oggetto.
Per essere, perfetto e infinito, si intende infatti ciò che non abbisogna di nulla, non è né passato, né futuro. Non è passato perché non gli manca nulla di ciò che è stato, ma nemmeno futuro perché ha già tutto e non avrà mai nulla di maggiore e diverso.
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